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	<description>MOVING MIND - la palestra della mente</description>
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		<title>Sera di Liguria – Vincenzo Cardarelli</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 00:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lenta e rosata sale su dal mare la sera di Liguria, perdizione di cuori amanti e di cose lontane. Indugiano le coppie nei giardini, s&#8217;accendon le finestre ad una ad una come tanti teatri. Sepolto nella bruma il mare odora. Le chiese sulla riva paion navi che stanno per salpare. Vincenzo Cardarelli (Corneto Tarquinia, 1º [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lenta e rosata sale su dal mare<br />
la sera di Liguria, perdizione<br />
di cuori amanti e di cose lontane.<br />
Indugiano le coppie nei giardini,<br />
s&#8217;accendon le finestre ad una ad una<br />
come tanti teatri.<br />
Sepolto nella bruma il mare odora.<br />
Le chiese sulla riva paion navi<br />
che stanno per salpare. <span id="more-1217"></span></p>
<blockquote>
<p><strong><br />
<em>Vincenzo Cardarelli</em></strong><em> (Corneto Tarquinia, 1º maggio 1887 – Roma, 18 giugno  1959), è stato un poeta e scrittore italiano.</p>
<p>Vincenzo Cardarelli, il cui vero nome era Nazareno Caldarelli, nacque a Corneto  Tarquinia (Viterbo), attuale Tarquinia, dove suo padre (Antonio Romagnoli),  marchigiano d&#8217;origine, gestiva il buffet della stazione ferroviaria e qui  trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza. Figlio illegittimo compì studi  irregolari, formò la propria cultura da autodidatta. All&#8217;età di diciassette anni  fuggì di casa e approdò a Roma dove, per vivere, fece i più svariati mestieri,  fra i quali il correttore di bozze presso il quotidiano Avanti!. Sull&#8217; Avanti!,  del quale divenne redattore, ebbe inizio, nel 1906, la sua carriera  giornalistica.</em> <em></p>
<p>Collaborò a Il Marzocco, La Voce, la rivista Lirica, Il Resto del Carlino e,  dopo gli anni della Prima guerra mondiale che aveva trascorso tra la Toscana, il  Veneto e la Lombardia, rientrò a Roma e insieme ad un gruppo di intellettuali  fondò la rivista La Ronda attraverso la quale espresse il suo programma di  restaurazione classica. Fu direttore della Fiera letteraria, insieme al  drammaturgo forlivese Diego Fabbri.</em> <em></p>
<p>La sua fama resta legata alle numerose poesie e prose autobiografiche di costume  e di viaggio, raccolte in Prologhi (1916), Viaggi nel tempo (1920), Favole e  memorie (1925), Il sole a picco (1929) romanzo con illustrazioni del pittore  bolognese Giorgio Morandi, Il cielo sulle città (1939), Lettere non spedite  (1946), Villa Tarantola (1948).</em> <em></p>
<p>Fu un conversatore brillante ed un letterato polemico e severo, avendo vissuto  una vita vagabonda, solitaria e di austera e scontrosa dignità. Suoi maestri  sono stati Baudelaire, Nietzsche, Leopardi, Pascal, che lo hanno portato ad  esprimere le proprie passioni con un senso razionale, senza troppe esaltazioni  spirituali. La sua è una poesia descrittiva lineare, legata a ricordi passati di  qualunque tipo, siano paesaggi animali persone e stati d&#8217;animo, che vengono  espressi con un uso di un linguaggio discorsivo e nello stesso tempo impetuoso e  profondo. Vincenzo Cardarelli è stato un uomo solo, ha vissuto nella solitudine  quasi tutta la vita ed è morto a Roma il 18 Giugno 1959 nell&#8217;Ospedale  Policlinico solo e povero. Riposa nel cimitero di Tarquinia di fronte alla  Civita etrusca secondo la sua volontà espressa nel proprio testamento. La Civita  etrusca, frequentemente evocata nelle sue poesie e nelle sue prose aveva ai suoi  occhi il valore di un simbolo morale e non di un tema autobiografico perché era  stata il faro che lo aveva guidato durante il suo periplo tra le difficoltà  della vita.</em></p></blockquote>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Cardarelli" target="_blank"> Approfondisci &gt;&gt;&gt;</a></p>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org &#8211; fonte immagine: <a href="http://albengacorsara.it/2011/03/18/i-colori-del-mare-di-liguria-nella-lunga-notte-dei-musei-di-stoccarda/" target="_blank"> albengacorsara.it</a>)</p>
<hr /><em>I testi riportati sono  tratti da pubblicazioni cartacee, se diversamente è citata la fonte del sito.<br />
Gli ebook disponibili  per il download sono stati scaricati liberamente dal web. I testi letterari qui  riportati non hanno alcuna finalità commerciale.<br />
Per eventuali segnalazioni scrivete a: <a href="mailto:info@clubdilettura.it"> info@clubdilettura.it</a>. </em></p>
<p><em>NdR: Questo blog non  rappresenta una testata giornalistica. Non può considerarsi un prodotto  editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.<br />
Testi e immagini sono condivisibili, purché ne sia citata la fonte e/o link alla  pagina, nonché l&#8217;autore quando ne sia apposta la firma.</p>
<p>Club di Lettura è gestito da <a href="http://www.5265.it/" target="_blank"> 5265.it</a>.<br />
<a href="mailto:info@clubdilettura.it">info@clubdilettura.it</a> </em></p>
<hr />
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		<title>Marina Ivanovna Cvetaeva – Ai miei versi scritti così presto</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 00:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai miei versi scritti così presto, che nemmeno sapevo d’esser poeta, scaturiti come zampilli di fontana, come scintille di razzi. Irrompenti come piccoli demoni nel sacrario dove stanno sogno e incenso, ai miei versi di giovinezza e di morte, versi che nessuno ha mai letto! Sparsi fra la polvere dei magazzini, dove nessuno mai li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai miei versi scritti così presto,</p>
<p>che nemmeno sapevo d’esser poeta,<br />
scaturiti come zampilli di fontana,<br />
come scintille di razzi.</p>
<p>Irrompenti come piccoli demoni<br />
nel sacrario dove stanno sogno e incenso,<br />
ai miei versi di giovinezza e di morte,<br />
versi che nessuno ha mai letto!</p>
<p><span id="more-924"></span></p>
<p>Sparsi fra la polvere dei magazzini,<br />
dove nessuno mai li prese né li prenderà,<br />
per i miei versi, come per i pregiati vini,<br />
verrà pure il loro turno.</p>
<p>(traduzione di P.A. Zveteremich)</p>
<blockquote><p><em><strong>Marina Ivanovna Cvetaeva</strong>, nata a Mosca il 8 ottobre 1892, è stata una  poetessa e scrittrice russa.</em></p>
<p><em>Nata a Mosca, fu una delle voci più originali della poesia russa del XX secolo e  l&#8217;esponente più di spicco del locale movimento simbolista; il suo lavoro non fu  ben visto dal regime staliniano, anche per via di opere scritte negli anni venti  che glorificavano la lotta anticomunista dell&#8217;&#8221;armata bianca&#8221;, in cui il marito  Sergej Jakovlevič Efron militava come ufficiale; quest&#8217;ultimo, insieme al figlio  e alla stessa Cvetaeva lasciarono Parigi per Mosca nel 1939, per poi venire  arrestati e sparire. La poetessa rimasta sola, smarrita, una domenica d&#8217;estate  del 1941 s&#8217;impicca nella camera che ha affittato nella casetta di due  pensionati. La riabilitazione della sua opera letteraria avvenne solo a partire  dagli anni sessanta, vent&#8217;anni dopo la sua morte.</p>
<p>La poesia della Cvetaeva unisce l&#8217;eccentricità a un rigoroso uso della lingua,  non priva di metafore paradossali. Se durante la prima fase creativa, Cvetaeva  risentì dell&#8217;influenza di Majakovskij e del suo vigore poetico, in seguito se ne  distaccò grazie alla sua cultura basata sui romantici tedeschi, e quindi si  accostò maggiormente sia a Pasternak sia all&#8217;animo poetico di Puskin.</p>
<p></em><em>Tra i suoi temi rientrano l&#8217;emotività e la sessualità femminili, malviste dalla  rigorosa censura staliniana.</em></p>
<p><em>Muore a Elabuga il 31 agosto 1941.</em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)<br />
Immagine: &#8220;Amnesy&#8221; di Mario Fontana</p>
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<p><em> </em></p>
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<hr />
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		<title>Anna Andreevna Achmatova – Strinsi le mani sotto il velo oscuro…</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 00:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie sparse]]></category>

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		<description><![CDATA[Strinsi le mani sotto il velo oscuro… “Perché oggi sei pallida?” Perché d’agra tristezza l’ho abbeverato sino ad ubriacarlo. Come dimenticare? Uscì vacillando, sulla bocca una smorfia di dolore… Corsi senza sfiorare la ringhiera, corsi dietro di lui sino al portone. Soffocando, gridai: “E’ stato tutto uno scherzo. Muoio se te ne vai”. Lui sorrise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strinsi le mani sotto il velo oscuro…<br />
“Perché oggi sei pallida?”<br />
Perché d’agra tristezza<br />
l’ho abbeverato sino ad ubriacarlo.</p>
<p>Come dimenticare? Uscì vacillando,<br />
sulla bocca una smorfia di dolore…<br />
Corsi senza sfiorare la ringhiera,<br />
corsi dietro di lui sino al portone.</p>
<p><span id="more-928"></span></p>
<p>Soffocando, gridai: “E’ stato tutto<br />
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.<br />
Lui sorrise calmo, crudele<br />
e mi disse: “Non startene al vento”.</p>
<p>(traduzione di M. Colucci)</p>
<blockquote><p><em><strong>Anna Andreevna Achmatova </strong>pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko (Bol&#8217;soj  Fontan, 11 giugno 1889 – Mosca, 5 marzo 1966) è stata una poetessa russa; non  amava l&#8217;appellativo di poetessa, perciò preferiva farsi definire poeta, al  maschile.</em></p>
<p><em>Figlia di Andrey Antonovich Gorenko, funzionario pubblico, e di Inna Erazmovna  Stogova, entrambi di nobile famiglia, fu moglie dal 1910 al 1918 di Nikolaj  Gumilëv, dal quale ebbe il figlio Lev. Fece parte della Corporazione dei poeti,  un gruppo acmeista fondato e guidato dal marito. Compose la prima opera, La  sera, nel 1912, alla quale seguì Il rosario nel 1914, caratterizzate entrambe da  un&#8217;intima delicatezza. Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Anno Domini  MCMXXI (1922) sono raccolte di versi ispirate dal nostalgico ricordo  dell&#8217;esperienza biografica, che spesso assumono quasi la cadenza di una  preghiera.</p>
<p>Dopo la fucilazione del primo marito, Nikolaj, nel 1921, seguì una lunga pausa  indotta dalla censura, che la poetessa ruppe nel 1940 con Il salice e Da sei  libri, raccolte dalle quali emerge un dolore derivato dalla costante ricerca  della bontà degli uomini. Il figlio Lev fu imprigionato fra il 1935 e il 1940  nel periodo delle grandi purghe staliniane.</p>
<p>Espulsa dall&#8217;Unione degli Scrittori Sovietici nel 1946 con l&#8217;accusa di estetismo  e di disimpegno politico, riuscì tuttavia ad essere riabilitata nel 1955,  pubblicando nel 1962 un&#8217;opera alla quale lavorava già dal 1942, il Poema senza  eroe, una nostalgico ricordo del passato russo, rielaborato attraverso la  drammaticità che la nuova visione della Storia comporta, e attraverso una  trasfigurazione dello Spazio e del Tempo in una concezione di puro fine.</p>
<p></em><em>Sulla sua poetica ebbe molta influenza la conoscenza delle opere di Dante  Alighieri, come anche testimonia il filosofo Vladimir Kantor: «Quando chiesero  ad Anna Achmatova, la matriarca della poesia russa, “Lei ha letto Dante?”, con  il suo tono da grande regina della poesia rispose: “Non faccio altro che leggere  Dante”.» </em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)</p>
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		<title>Boris Pasternak – Amleto</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 00:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie sparse]]></category>
		<category><![CDATA[Premi Nobel]]></category>

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		<description><![CDATA[S’è spento il brusio. Sono entrato in scena. Poggiato allo stipite della porta, vado cogliendo nell’eco lontana quanto la vita mi riserva. Un’oscurità notturna mi punta contro mille binocoli allineati. Se solo è possibile, Abba padre, allontana questo calice da me. Amo il tuo ostinato disegno, e reciterò, d’accordo, questa parte. Ma ora si sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S’è spento il brusio. Sono entrato in scena.<br />
Poggiato allo stipite della porta,<br />
vado cogliendo nell’eco lontana<br />
quanto la vita mi riserva.</p>
<p>Un’oscurità notturna mi punta contro<br />
mille binocoli allineati.<br />
Se solo è possibile, Abba padre,<br />
allontana questo calice da me.<br />
<span id="more-932"></span><br />
Amo il tuo ostinato disegno,<br />
e reciterò, d’accordo, questa parte.<br />
Ma ora si sta dando un altro dramma<br />
e per questa volta almeno dispensami.</p>
<p>Ma l’ordine degli atti è già fissato<br />
e irremeabile è il viaggio, fino in fondo.<br />
Sono solo, tutto affonda nel fariseismo.<br />
Vivere una vita non è attraversare un campo.</p>
<p>(traduzione Angelo Maria Ripellino)</p>
<blockquote>
<p><em><strong>Boris Leonidovič Pasternak</strong> (Mosca, 10 febbraio 1890 – Peredelkino, 30  maggio 1960) è stato uno scrittore russo. La data di nascita è il 29 gennaio  secondo il calendario giuliano in vigore all’epoca. Trascorse l’infanzia in un  ambiente intellettuale ed artistico. Suo padre Leonid era artista e professore  alla Scuola moscovita di pittura, sua madre, Rosa Kaufmann, era pianista.</p>
<p>Boris Leonidovič Pasternak è la traslitterazione scientifica del nome russo,  generalmente nell’italiano scritto si incontra la trascrizione fonetica  approssimata Boris Leonidovich Pasternak.</p>
<p>Tra le personalità della cultura – musicisti, artisti e scrittori – Pasternak  ebbe modo di incontrare a casa dei genitori anche Lev Tolstoj, per il quale suo  padre Leonid illustrò i libri.</p>
<p>Fin dall’incontro col compositore russo Skrjabin sognava di diventare pianista e  compositore e si dedicava al piano, alla teoria di musica e la composizione.  Compiuti gli studi al liceo tedesco di Mosca nel 1908, però, si iscrisse alla  Facoltà di filosofia all’università di quella città. Durante il semestre  all’Università di Marburgo, la Philipps-Universität, nell’estate del 1912 e dopo  i viaggi in Svizzera ed in Italia, maturò la sua decisione di dedicarsi alla  poesia.</p>
<p>In quegli anni scrisse le sue prime poesie, che uscirono nell’almanacco Lirika e  mostrano l’influenza del simbolismo e del futurismo. Nel 1914 pubblicò la sua  prima raccolta di poesie nel libro Il gemello delle nuvole, seguito da Oltre le  barriere, che gli portò un riconoscimento ampio negli ambienti letterari. Dal  1914 fu membro del gruppo di poeti futuristi Centrifuga.</p>
<p>Nel 1922 Pasternak sposò Evgenija Vladimirovna Lourie da cui ebbe un figlio.  Divorziarono nel 1931. Seguì un secondo matrimonio nel 1934 con Zinaida  Nikolaevna Neuhaus; la famiglia si trasferì nel sobborgo moscovita di  Peredelkino nel 1936.</p>
<p>Dopo la seconda guerra mondiale Pasternak mise mano al primo e unico romanzo, Il  dottor Živago (Доктор Живаго). Il romanzo venne rifiutato dall’Unione degli  Scrittori che ai tempi del regime comunista non poteva pemettere la  pubblicazione di un libro che, fortemente autobiografico, raccontava i lati più  oscuri della Rivoluzione d’ottobre. La stesura dell’opera, che fu bandita dal  governo, fu causa per l’autore di persecuzioni intellettuali da parte del regime  e dei servizi segreti che lo costrinsero negli ultimi anni della sua vita alla  povertà e all’isolamento. Ad ogni modo il manoscritto riuscì a superare i  confini sovietici e il libro, nel 1957, venne pubblicato per la prima volta in  Italia, tra molte difficoltà, dalla casa editrice Feltrinelli in una edizione  diventata poi storica, di cui il primo a parlare fu il critico letterario  Francesco Bruno.</p>
<p>Il libro si diffonderà in occidente e nel giro di pochissimo tempo, tradotto in  più lingue, diventerà il simbolo della testimonianza della realtà sovietica.</p>
<p>Nel 1958, Il dottor Živago frutterà a Pasternak l’assegnazione del Premio Nobel  per la letteratura. Proprio l’assegnazione del premio scatenò una vicenda  singolare che vide il coinvolgimento dei servizi segreti occidentali. Infatti il  regolamento dell’Accademia Svedese, ente designato a scegliere il vincitore del  Premio Nobel per la letteratura, prevede che per ottenere il riconoscimento,  l’opera in questione debba essere stata pubblicata nella lingua materna  dell’autore, requisito di cui Il dottor Živago ovviamente difettava. Pertanto, a  pochi giorni dal momento in cui l’assegnazione avrebbe dovuto essere resa nota,  un gruppo di agenti della Cia e dell’intelligence britannica riuscì ad  intercettare la presenza di un manoscritto in lingua russa a bordo di un aereo  in volo verso Malta. Obbligarono così l’aereo a deviare, per entrare in possesso  momentaneamente del manoscritto che, fotografato pagina per pagina, fu  precipitosamente pubblicato su carta con intestazione russa e con le tecniche  tipografiche tipiche delle edizioni russe. Questo lo stratagemma per consegnare  il capolavoro perseguitato alla verità e al merito del Premio Nobel.</em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)<br />
Immagine: &#8220;Amleto&#8221; di Lino Tardia</p>
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		<title>E.B.Browning – Sonetto XIV</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 00:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie sparse]]></category>

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		<description><![CDATA[Se devi amarmi, per null&#8217;altro sia se non che per amore; non dire mai: &#8220;L&#8217;amo per il sorriso, per lo sguardo, la gentilezza del parlare, il modo di pensare conforme al mio, che mi rese sereno un giorno&#8221;. Queste son tutte cose che posson mutare, Amato, in sé o per te, e un amore così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se devi amarmi, per null&#8217;altro sia<br />
se non che per amore; non dire mai:<br />
&#8220;L&#8217;amo per il sorriso, per lo sguardo,<br />
la gentilezza del parlare, il modo<br />
di pensare conforme al mio,<br />
che mi rese sereno un giorno&#8221;. Queste<br />
son tutte cose che posson mutare,<br />
Amato, in sé o per te, e un amore<br />
così sorto potrebbe poi morire.<br />
E non amarmi per pietà di lacrime<br />
che bagnino il mio volto. Può scordare<br />
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,<br />
e perderti. Soltanto per amore<br />
amami &#8211; e sempre, per l&#8217;eternità.<br />
<span id="more-944"></span><br />
(da &#8220;Sonetti dal portoghese&#8221; &#8211; 1847)</p>
<blockquote><p><em><strong>Elizabeth Barrett Browning </strong>(Durham, 6 marzo 1806 – Firenze, 29 giugno  1861) è stata una poetessa inglese.</p>
<p>Nacque nel 1806 a Durham. Visse un’infanzia privilegiata con i suoi undici  fratelli. Il padre aveva fatto fortuna grazie a delle piantagioni di zucchero in  Giamaica e aveva comprato una grande tenuta a Malvern Hills, dove Elizabeth  trascorreva il tempo andando a cavallo e allestendo spettacoli teatrali con la  sua famiglia.</em> <em></p>
<p>Elizabeth, non ancora adulta, aveva già letto gli autori latini, Milton,  Shakespeare e Dante. All’età di dodici anni scrisse un poema epico. La sua  passione per i classici e i metafisici fu bilanciata da un forte spirito  religioso.</em> <em></p>
<p>Fra il 1832 e il 1837, a seguito di dissesti finanziari, la famiglia Barrett  traslocò tre volte per poi sistemarsi definitivamente a Londra. Nel 1838 fu  pubblicata la raccolta The Seraphim and Other Poems. Nello stesso periodo,  Elizabeth Barrett ebbe gravi problemi di salute che la resero invalida agli arti  inferiori e la costrinsero a restare in casa e a frequentare solo due o tre  persone oltre ai familiari.</em> <em></p>
<p>Nel 1844, l’uscita dei Poems la rende una delle più popolari scrittrici del  momento. La lettura della sua raccolta di poesie spinse il poeta Robert Browning  a scriverle per dirle che le aveva apprezzate molto. Nel 1845 si incontrarono e  poco dopo, essendo il padre di Elizabeth fieramente contrario alle loro nozze,  si sposarono di nascosto e fuggirono insieme a Firenze dove ebbero un figlio,  Pen. A Firenze risiedevano in Piazza San Felice, in un appartamento a Palazzo  Guidi che oggi è diventato il museo di Casa Guidi, dedicato alla loro memoria.</em> <em></p>
<p>Elizabeth Barrett Browning pubblicò in seguito Sonnets from Portuguese (1850),  Casa Guidi Windows (1851), Aurora Leigh (1856) e Poems before Congress (raccolta  dei suoi poemi, 1860).</em> <em></p>
<p>Fu una grande fautrice del Risorgimento italiano, che descrisse puntualmente,  soprattutto gli avvenimenti del 1848-49 in Casa Guidi Windows. Stimava molto  Cavour e si rattristò per la sua morte.</em> <em></p>
<p>Aggravatesi le sue condizioni di salute, morì a Firenze nel 1861. È sepolta al  Cimitero degli Inglesi di Firenze.</em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)<br />
Immagine: &#8220;La Ninfa e il Satiro&#8221; di Henry Matisse</p>
<hr /><em>I testi riportati sono  tratti da pubblicazioni cartacee, se diversamente è citata la fonte del sito.<br />
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		<title>Rosamunde Pilcher – Solstizio d’inverno</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 00:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ELFRIDA Prima di lasciare per sempre Londra e trasferirsi in campagna, Elfrida Phipps andò al Battersea&#8217;s Dog Home a scegliersi un compagno. Dopo una buona mezz&#8217;ora di straziante indecisione, lo vide che la guardava da dietro le sbarre con gli occhi scuri e imploranti e non ebbe più alcun dubbio. Non voleva un cane di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ELFRIDA<br />
Prima di lasciare per sempre Londra e trasferirsi in campagna, Elfrida Phipps  andò al Battersea&#8217;s Dog Home a scegliersi un compagno.<br />
Dopo una buona mezz&#8217;ora di straziante indecisione, lo vide che la guardava da  dietro le sbarre con gli occhi scuri e imploranti e non ebbe più alcun dubbio.  Non voleva un cane di grossa taglia, ma nemmeno uno piccolo e nervoso. Quello  era della misura giusta. La misura ideale per un cane.<br />
<span id="more-884"></span> Aveva il pelo folto e morbido che gli ricadeva sugli occhi, una bella coda  pimpante e le orecchie che si muovevano continuamente.<br />
Era a chiazze bianche e marrone, color cioccolato.<br />
Quando Elfrida domandò di che razza fosse, l&#8217;inserviente rispose che secondo lei  era un incrocio fra un collie e varie altre razze non meglio identificate.<br />
A Elfrida non importava. Le piaceva la sua espressione mite.<br />
Lasciò un&#8217;offerta al canile e se lo portò via, lo fece salire davanti sulla sua  vecchia automobile e lo osservò mentre guardava fuori dal finestrino tutto  soddisfatto, pregustando la nuova vita che lo aspettava.</p>
<blockquote><p><em><strong>Rosamunde Pilcher</strong>, nata Rosamunde Scott (Lelant, 22 settembre 1924), è  una scrittrice inglese autrice di romanzi sentimentali ambientati nelle isole  britanniche, da cui sono stati tratti numerosissimi film televisivi.</p>
<p>Nata in Cornovaglia, Rosamunde Scott, dopo aver sposato, nel dicembre del 1946,  Graham Hope Pilcher, prende il cognome Pilcher con cui è conosciuta in tutto il  mondo.</em> <em><br />
Nel 1949 pubblica i suoi primi dieci racconti sotto il nome di Jane Fraser. Nel  1955 viene pubblicato A Secret To Tell, suo primo romanzo scritto come Rosamunde  Pilcher.<br />
I suoi lavori sono molto popolari in Germania, dove dal 1993 al 2010 sono stati  trasposti in oltre 80 film televisivi, andati in onda in varie parti del mondo,  buona parte di esse trasmessi anche in Italia.<br />
Nel 2000 scrive il suo ultimo romanzo, Winter Solstice (Solstizio d&#8217;inverno).  Nel 2002 riceve dalla Regina Elisabetta II il prestigioso riconoscimento O.B.E.  (Officer of the Order of British Empire).</em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)</p>
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		<title>Stephen King – On writing: Autobiografia di un mestiere</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 00:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<category><![CDATA[1 frase 1 vita]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivere non mi ha salvato la vita, ma ha continuato a fare quello che aveva sempre fatto: rendere la mia esistenza un luogo più luminoso e più piacevole. Per scrivere al meglio delle proprie capacità, è opportuno costruire la propria cassetta degli attrezzi e poi sviluppare i muscoli necessari a portarla con sé. Se volete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Scrivere non mi ha salvato la vita, ma ha continuato a fare quello   che  aveva sempre fatto: rendere la mia esistenza un luogo più luminoso   e più  piacevole.</em></p></blockquote>
<p><em>Per scrivere al meglio delle proprie capacità, è opportuno costruire la  propria  cassetta degli attrezzi e poi sviluppare i muscoli necessari a  portarla con sé.</em></p>
<blockquote><p><em>Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e  scrivere molto.</em></p></blockquote>
<p><em><span id="more-888"></span></em></p>
<p><em>Questa non è un&#8217;autobiografia. È caso mai una specie di curriculum vitae, il mio  tentativo di spiegare come si è formato uno scrittore. Non come uno scrittore è  stato formato; io non credo che gli scrittori possano ricevere una formazione,  né dalle circostanze, né per propria volontà (anche se così ho creduto in  passato). L&#8217;attrezzatura è compresa nella confezione originale. Ma non stiamo  parlando di accessori inusuali; io credo che siano molti ad avere, se pur in  forma germinale, talento di scrittore e narratore, e che questo talento possa  essere rafforzato e affinato. Se non ne fossi convinto, scrivere un libro come  questo sarebbe una perdita di tempo.</em></p>
<hr /><em>I testi riportati sono  tratti da pubblicazioni cartacee, se diversamente è citata la fonte del sito.<br />
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<p><em> </em></p>
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		<title>Jacques Prévert – Sabbie Mobili</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 00:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Demoni e meraviglie Venti e maree Lontano di già si è ritirato il mare E tu Come alga dolcemente accarezzata dal vento Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando Demoni e meraviglie Venti e maree Lontano di già si è ritirato il mare Ma nei tuoi occhi socchiusi Due piccole onde son rimaste Demoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Demoni e meraviglie<br />
Venti e maree<br />
Lontano di già si è ritirato il mare<br />
E tu<br />
Come alga dolcemente accarezzata dal vento<br />
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando</p>
<p><span id="more-895"></span><br />
Demoni e meraviglie<br />
Venti e maree<br />
Lontano di già si è ritirato il mare<br />
Ma nei tuoi occhi socchiusi<br />
Due piccole onde son rimaste<br />
Demoni e meraviglie<br />
Venti e maree<br />
Due piccole onde per annegarmi.</p>
<blockquote><p>
<strong><br />
<em>Jacques Prévert</em></strong><em> (Neuilly-sur-Seine, 4 febbraio 1900 –  Omonville-la-Petite, 11 aprile 1977) è stato un poeta e sceneggiatore francese.</p>
<p>La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere detta e quindi più parlata  che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita.</p>
<p>Ciò che esce con prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del  mondo, un amore implorato, sofferto, tradito, ma alla fine sempre ricercato.<br />
Una gioia che coincide con la nascita e con la vita, e a sua volta con la  primavera le grand bal du printemps e anche con la figura del bambino, la sua  semplicità e gioia che si ribella alle istituzioni, come la scuola, quel posto  dove “si entra piangendo e si esce ridendo” .<br />
Come già detto il ribellarsi alle istituzioni e la voglia estrema di libertà si  ritrova pienamente nell’immagine dell’uccello, più volte presente nella poesia  di Prévert.<br />
L’amore non si può incatenare o forzare, è quanto di più spontaneo esista al  mondo, chiunque provi ad istituzionalizzarlo o a sottometterlo finisce  inevitabilmente per perderlo “je suis allé au marché aux esclaves mais je ne  t’ai pas trouvée mon amour”, anzi quando si prova l’amore, quello vero non vi è  neanche il desiderio di incatenarlo, è spontaneo, libero, come quello de I  ragazzi che si amano.<br />
Il germe della gioia c’è sempre, il male, per quanto possa aver preso il  sopravvento in tutte le sue forme, la guerra la prima, non riesce ad essere  totalizzante, “tout le monde ne peut pas tuer tout le monde, croyez en ma vielle  expérience. et alors tout saccagé qu’il est le grand bal du printemps peut-etre  ne fait que recommencer”, e il poeta lo fa notare.</em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)<br />
Immagine: &#8220;Donna sulla spiaggia&#8221; di Botero</p>
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		<title>John Keats – Senza di te</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 00:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Autori]]></category>
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		<description><![CDATA[Non posso esistere senza di te. Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti: la mia vita sembra che si arresti lì, non vedo più avanti. Mi hai assorbito. In questo momento ho la sensazione come di dissolvermi: sarei estremamente triste senza la speranza di rivederti presto. Avrei paura a staccarmi da te. Mi hai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso esistere senza di te.<br />
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:<br />
la mia vita sembra che si arresti lì,<br />
non vedo più avanti.<br />
Mi hai assorbito.<br />
<span id="more-898"></span> In questo momento ho la sensazione<br />
come di dissolvermi:<br />
sarei estremamente triste<br />
senza la speranza di rivederti presto.<br />
Avrei paura a staccarmi da te.<br />
Mi hai rapito via l&#8217;anima con un potere<br />
cui non posso resistere;<br />
eppure potei resistere finché non ti vidi;<br />
e anche dopo averti veduta<br />
mi sforzai spesso di ragionare<br />
contro le ragioni del mio amore.<br />
Ora non ne sono più capace.<br />
Sarebbe una pena troppo grande.<br />
Il mio amore è egoista.<br />
Non posso respirare senza di te.</p>
<blockquote>
<p><strong>John Keats</strong> (Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 23 febbraio 1821) è stato un  poeta inglese, uno dei principali esponenti del romanticismo.</p>
<p>Nel corso della sua breve vita, le sue opere furono bersaglio di una costante  critica politica. Fu solo successivamente, con l&#8217;importanza del mutamento  culturale promosso anche dalla sua opera, che il suo lavoro fu pienamente  riconosciuto. La poesia di Keats è caratterizzata da un esuberante amore per la  lingua e per l&#8217;immaginazione, mitigato dalla malinconia. Spesso credette di  comporre all&#8217;ombra dei grandi poeti del passato e solo verso la fine della sua  vita fu in grado di produrre le sue poesie più originali.</p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)<br />
Immagine: particolare della Nascita di Venere del Botticelli</p>
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		<item>
		<title>Rabindranath Tagore – Credevo</title>
		<link>http://www.clubdilettura.it/our/?p=902</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 00:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fb</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie sparse]]></category>
		<category><![CDATA[Premi Nobel]]></category>

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		<description><![CDATA[Credevo che il mio viaggio fosse giunto alla fine mancandomi oramai le forze. Credevo che la strada davanti a me fosse chiusa e le provviste esaurite. Credevo che fosse giunto il tempo di trovare riposo in una oscurità pregna di silenzio. Scopro invece che i tuoi progetti per me non sono finiti e quando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credevo che il mio viaggio<br />
fosse giunto alla fine<br />
mancandomi oramai le forze.</p>
<p>Credevo che la strada<br />
davanti a me<br />
fosse chiusa<br />
e le provviste esaurite.<br />
<span id="more-902"></span><br />
Credevo che fosse giunto<br />
il tempo<br />
di trovare riposo<br />
in una oscurità pregna<br />
di silenzio.</p>
<p>Scopro invece che i tuoi<br />
progetti<br />
per me non sono finiti<br />
e quando le parole ormai<br />
vecchie<br />
muoiono sulle mie labbra<br />
nuove melodie nascono dal<br />
cuore;<br />
e dove ho perduto le tracce<br />
dei vecchi sentieri<br />
un nuovo paese mi si apre<br />
con tutte le sue meraviglie.</p>
<p>(Da Gitanjali )</p>
<blockquote><p><em><strong>Rabindranath Tagore</strong> (Calcutta, 6 maggio 1861 – Santiniketan, 7 agosto  1941) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano.</em></p>
<p><em>Mentre Gandhi, con la disobbedienza civile, organizzò il nazionalismo indiano  sino a ricacciare in mare gli inglesi, Tagore si propose di conciliare e  integrare Oriente ed Occidente.<br />
Opera difficile, cui egli era preparato dall’esempio di suo nonno che nel 1928,  fondando il Sodalizio dei credenti in Dio, integrò il monoteismo cristiano ed il  politeismo induista.</em></p>
<p><em>Figlio di un santo e ricco bramino, studiò nel Regno Unito ove anglicizzò il  proprio cognome (Thakhur).<br />
Tornato con la convinzione che gli inglesi san ben proteggere un’India bisognosa  di protezione, egli si dedicò all’amministrazione delle sue terre e ad ogni  forma d’arte.</em></p>
<p><em>In liriche destinate al canto, che egli stesso musicò e tradusse in inglese  (Offerta di canto, 1913), in lavori teatrali ricchi d’intermezzi lirici (La  vendetta della natura, 1884), in romanzi (Il naufragio, 1906), in novelle,  memorie, saggi e conferenze Tagore affermò il proprio amore per la natura e per  Dio, le proprie aspirazioni di fratellanza umana, la propria passione (anche  erotica), l’attrattiva della fanciullezza.</em></p>
<p><em>Dalla sua canzone Amar Shonar Bangla è stato tratto l’inno nazionale del  Bangladesh.</em></p>
<p><em>Esercitò un enorme fascino anche sul mondo occidentale, che lo premiò col Premio  Nobel per la letteratura nel 1913. Tagore è stato tradotto praticamente in tutte  le lingue europee risultando forse l’autore di origini bengalesi più noto in  Occidente. Le sue opere sono state pure, quasi tutte, tradotte in italiano.  Inoltre fece costruire strade, ospedali e anche una scuola, la quale è tutt’oggi  un’università.</em></p>
<p><em>« Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con  consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il  suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell’ovest. »<br />
(Motivazione del Premio Nobel)</em></p></blockquote>
<p>(Fonte testo: wikipedia.org)<br />
Immagine: &#8220;Il vecchio chitarrista&#8221; di Pablo Picasso</p>
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<p><em>NdR: Questo blog non  rappresenta una testata giornalistica. Non può considerarsi un prodotto  editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.<br />
Testi e immagini sono condivisibili, purché ne sia citata la fonte e/o link alla  pagina, nonché l&#8217;autore quando ne sia apposta la firma.</em></p>
<p><em>Club di Lettura è gestito da <a href="http://www.5265.it/" target="_blank"> 5265.it</a>.<br />
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<hr />
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