Club di Lettura
23
Edgar Lee Masters – Spoon River Anthology
Filed under: Archivio, Ebook | Tags: | febbraio 23rd, 2012
THE HILL
Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fewer,
One was burned in a mine,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill. Read the rest of this entry »
22
Carroll Lewis – Alice nel paese delle meraviglie
Filed under: Archivio, Ebook | Tags: | febbraio 22nd, 2012
NELLA TANA DEL CONIGLIO
Alice cominciava a essere veramente stufa di star seduta senza far nulla accanto alla sorella, sulla riva del fiume. Una o due volte aveva provato a dare un’occhiata al libro che sua sorella stava leggendo, ma non c’erano né figure né filastrocche. “Che me ne faccio d’un libro senza figure e senza filastrocche?” pensava Alice.
A dire il vero non era possibile pensare molto, perché faceva così caldo che Alice si sentiva tutta assonnata e con le idee confuse: adesso si stava chiedendo se valesse la pena di alzarsi a raccogliere fiori per fare una ghirlanda di margherite, quando ecco che improvvisamente le passò proprio davanti un Coniglio Bianco con gli occhi rosa. La cosa non sembrò TROPPO strana, ad Alice. Non le parve neppure TROPPO strano che il Coniglio dicesse tra sé: “Povero me, povero me! arriverò troppo tardi!” Solo in un secondo tempo, quando ripensò a questo fatto, Alice si rese conto che avrebbe dovuto meravigliarsene; sull’istante le sembrò addirittura una cosa naturale. Read the rest of this entry »
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Franz Kafka – LA METAMORFOSI
Filed under: Archivio | Tags: | febbraio 21st, 2012
Gregorio Samsa, svegliandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Giaceva sulla schiena, dura come una corazza e, sollevando un po’ la testa, vide un addome arcuato, scuro, attraversato da numerose nervature.
La coperta, in equilibrio sulla sua punta, minacciava di cadere da un momento all’altro; mentre le numerose zampe,pietosamente sottili rispetto alla sua mole, gli ondeggiavano confusamente davanti agli occhi.
“Che mi è successo?” pensò. Read the rest of this entry »
20
Adriano Banchieri – Cacasenno
Filed under: Archivio, Autori, Classici, Ebook | Tags: | febbraio 20th, 2012
Novella di Cacasenno
figlio del semplice Bertoldino.
Divisa in discorsi e ragionamenti.
Opera onesta e di piacevole trattenimento, copiosa di
motti, sentenze, proverbi ed argute risposte,
aggiunta al Bertoldino di G. C. Croce da
Camillo Scaligeri dalla Fratta
[Adriano Banchieri]
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19
Giulio Cesare Croce – Bertoldino
Filed under: Archivio, Autori, Classici, Ebook | Tags: | febbraio 19th, 2012
Le piacevoli e ridicolose semplicità di Bertoldino
Figliuolo del già astuto e accorto Bertoldo
con le sottili e argute sentenze della Marcolfa
sua madre e moglie del già Bertoldo.
Opera tanto piena di moralità quanto di spasso.
Proemio.
Ogni pianta, ogni albero e ogni radice suole produrre il frutto suo secondo la sua specie, né mai prevaricare di quanto gli ha ordinato la gran madre natura, maestra di tutte le cose.
Solo la pianta dell’uomo è quella che varia e manca, onde molte volte si vede che d’un padre di bella presenza nasce un brutto, anzi mostruoso figlio, e d’un dotto un ignorante e goffo.
La causa di ciò lascio disputare a chi sa, poiché io non son scolastico né cattedrante, ma un uomo dozzinale e che ha poca cognizione di simil cose; però non starò quivi a rendere la ragione di quanto o di tanto, né dove si derivi simil varietà, ma solo io m’accingo per spiegarvi in queste carte la vita di Bertoldino figliuolo del quondam Bertoldo, la cui natura tanto fu differente dal padre, quanto è il piombo dall’oro e il vetro dal cristallo, essendo esso Bertoldo pieno di tanta vivacità e di tanto ingegno, e la madre sua parimente di tanto alto e chiaro intelletto, ed esso (un) essere tanto semplice che mai non fu così il figliuolo di Midgone, il quale, come scrivono molti, dispensava tutto il giorno a numerare l’onde del mare, o di quell’altro che si levava di tre ore inanzi giorno per vedere crescere un fico ch’egli aveva nell’orto. Insomma, qui udirete la vita d’un semplice, anzi d’un balordo, se non in tutto, almeno in parte, ma avventurosissimo, essendo la fortuna stata sempre fautrice di questi tali, come bene disse il gentilissimo Ariosto, quando, descrivendo le pazzie d’Orlando, disse: “Ma la Fortuna, che de’ pazzi ha cura”, e via discorrendo; e molte volte si mostra nemica agli uomini savi e sapienti, come chiaramente si vede di giorno in giorno. Or dunque, mentre io mi vado preparando per descrivere, come ho detto, le simplicità di questo galante umore, e voi intanto venite preparando l’orecchie vostre a udirle, perché ne trarrete utile e spasso a un tempo istesso. State sani, addio. Read the rest of this entry »
18
Giulio Cesare Croce – Le sottilissime astuzie di Bertoldo
Filed under: Archivio, Autori, Classici, Ebook | Tags: | febbraio 18th, 2012
Nuovamente reviste e ristampate
con il suo testamento nell’ultimo
e altri detti sentenziosi che nel primo non erano
di Giulio Cesare Croce
Proemio
Qui non ti narrerò, benigno lettore, il giudicio di Paris, non il ratto di Elena, non l’incendio di Troia, non il passaggio d’Enea in Italia, non i longhi errori di Ulisse, non le magiche operazioni di Circe, non la distruzione di Cartagine, non l’esercito di Serse, non le prove di Alessandro, non la fortezza di Pirro, non i trionfi di Mario, non le laute mense di Lucullo, non i magni fatti di Scipione, non le vittorie di Cesare, non la fortuna di Ottaviano, poiché di simil fatti le istorie ne danno a chi legge piena contezza; ma bene t’appresento innanzi un villano brutto e mostruoso sì, ma accorto e astuto, e di sottilissimo ingegno; a tale, che paragonando la bruttezza del corpo con la bellezza dell’animo, si può dire ch’ei sia proprio un sacco di grossa tela, foderato di dentro di seta e oro. Quivi udirai astuzie, motti, sentenze, arguzie, proverbi e stratagemme sottilissime e ingegnose da far trasecolare non che stupire. Leggi dunque, che di ciò trarrai grato e dolce trattenimento, essendo l’opera piacevole e di molta dilettazione. Read the rest of this entry »
17
Giordano Bruno – Il Candelaio
Filed under: Archivio, Autori, Classici, Ebook | Tags: | febbraio 17th, 2012
Alla signora Morgana B., sua signora sempre onoranda
Ed io a chi dedicarrò il mio Candelaio? a chi, o gran destino, ti piace ch’io intitoli il mio bel paranimfo, il mio bon corifeo? a chi inviarrò quel che dal sirio influsso celeste, in questi più cuocenti giorni, ed ore più lambiccanti, che dicon caniculari, mi han fatto piovere nel cervello le stelle fisse, le vaghe lucciole del firmamento mi han crivellato sopra, il decano de’ dudici segni m’ha balestrato in capo, e ne l’orecchie interne m’han soffiato i sette lumi erranti? A chi s’è voltato, — dico io, — a chi riguarda, a chi prende la mira? A Sua Santità? no. A Sua Maestà Cesarea? no. A Sua Serenità? no. A Sua Altezza, Signoria illustrissima e reverendissima? non, no. Per mia fé, non è prencipe o cardinale, re, imperadore o papa che mi levarrà questa candela di mano, in questo sollennissimo offertorio. A voi tocca, a voi si dona; e voi o l’attaccarrete al vostro cabinetto o la ficcarrete al vostro candeliero, in superlativo dotta, saggia, bella e generosa mia s[ignora] Morgana: voi, coltivatrice del campo dell’animo mio, che, dopo aver attrite le glebe della sua durezza e assottigliatogli il stile, — acciò che la polverosa nebbia sullevata dal vento della leggerezza non offendesse gli occhi di questo e quello, — con acqua divina, che dal fonte del vostro spirto deriva, m’abbeveraste l’intelletto. Però, a tempo che ne posseamo a toccar la mano, per la prima vi indrizzai: Gli pensier gai; apresso: Il tronco d’acqua viva. Read the rest of this entry »






